Primo Maggio 2009: le foto del concerto di Roma
2 maggio 2009, alberto parisiE' ormai il day after del concerto del Primo Maggio di Roma e, smaltita la sbornia musicale che ha inebriato 800.000 persone (dati ufficiali, ma la folla sterminata che si scorgeva dall'area stampa fa pensare anche a qualcosa di più) accorse a Piazza San Giovanni in Laterano, è ora di passare alle riflessioni e ai ricordi di quello che è stato l'evento musicale dell'anno in Italia.
Riflessioni in parole, ricordi in immagini, quelle scattate dalla fotografa Rosy Romano agli artisti sul palco, ricordi in suoni, quelli che tutto coloro che erano presenti si porteranno dietro per tanto tanto tempo.
E' stato il concerto di Vasco Rossi, non c'è alcun dubbio a proposito: più della metà degli spettatori erano in piazza per lui e gli striscioni e i cori sono stati tutto il giorno lì a ricordarlo, ma anche i più monomaniaci del Blasco sono stati conquistati dalle altre grandissime performance dei musicisti alternatisi in Piazza San Giovanni, soprattutto da quelle di Caparezza e della PFM che hanno preceduto il cantante di Zocca.
Abbiamo assistito alle esibizioni, introdotte da Paolo Belli, dei giovani vincitori del concorso Primo Maggio Tutto l'Anno: i Famelika, le Diva Scarlet e soprattutto i Bsbe (Bud Spencer Blues Explosion), garage band romana che ha impressionato pubblico e addetti ai lavori.
Una spruzzata di musica fresca e originale quella delle tre formazioni emergenti che ha saputo coinvolgere il pubblico, rompendo il ghiaccio alla grande e testimoniando come, nel sottosuolo italiano e negli scantinati non illuminati da X Factor e Amici, c'è un grande fermento.
Il cambio di testimone alla conduzione sul palco tra Paolo Belli e Sergio Castellitto segna l'inizio del concertone con la "C" maiuscola, e sul palco arriva il supergruppo indie formato da Beatrice Antolini, Paolo Benvegnù, Marta Sui Tubi, Dente, Cesare Basile e Roberto Angelini, che hanno regalato alla piazza i loro brani inediti inserito nel cd (curato da Manuel Agnelli degli Afterhours) "Il paese è reale".
E' poi la volta dei leggendari Nomadi, che hanno fatto cantare tutti con i loro immortali capolavori, seguiti dai Malfunk di Marco Cocci e dalla Bandabardò, che è salita sul palco accompagnata da Tonino Carotone.






Il sole di maggio "bacia" il pubblico e ormai il concerto è avviato, e a far scaldare ancora di più la piazza ci pensano Mannarino e gli Apres la Classe, gli Smoke, Enzo Avitabile e Peppe Voltarelli.
Il programma del pomeriggio si conclude con i Motel Connection e con la giovane figlia d'arte Irene Fornaciari.
Un'ora di pausa per rifocillarsi e riposarsi un pò, e alle otto si ricomincia come meglio non si può: sul palco arrivano gli Afterhours, mostri sacri del rock alternativo di casa nostra, che ospitano sul palco niente meno che Cristiano Godano dei Marlene Kuntz e Samuel dei Subsonica.


La piazza è elettrica, sa che il clou della serata sta per arrivare, e i cori "Vasco, Vasco" si fanno sempre più insistenti.
E però non è ancora arrivato il momento del Blasco, ma nessuno se ne preoccupa più di tanto: ci pensa Caparezza a far cantare e saltare tutti con il suo rap rock travolgente.
Dopo il rapper di Molfetta arrivano invece i due momenti più riflessivi e toccanti della giornata: Cisco dei Modena City Ramblers canta "I cento passi" e tutti urlano il loro "No" alle mafie insieme al conduttore Sergio Castellitto, e gli applausi scrosciano fortissimi quando sul palco sale il complesso bandistico di Introdacqua, paese della provincia de L'Aquila, e i pensieri volano alle famiglie distrutte e a tutti quei ragazzi morti nel terremoto che non potranno più assistere a un concerto.
E' poi la volta della più incredibile realtà rock italiana di tutti i tempi: la PFM.
Che ci regala gli indimenticabili brani di Fabrizio de André, e genitori e figli, magari in zone diverse della piazza, cantano a squarciagola insieme le poesie in musica di Fabrizio, suonate come solo la Premiata Forneria Marconi può fare.

Ci siamo!
Il boato è di quelli che non si possono dimenticare: Vasco è sul palco!
Si inizia con "Stupendo", poi "Non appari mai", "Vieni qui", e la cover del brano de I Corvi "Sono un ragazzo di strada".
Vasco appare stanco in volto, ma la sua energia e carisma è incontenibile: "T’immagini", "Sally", "C’è chi dice no", "Gli spari sopra" e "Il mondo che vorrei".
Il pubblico è in delirio e non vorrebbe farlo più andare via.
Vasco invece saluta, ma ci pensa Castellitto a esaudire il desiderio di un bis, richiamandolo chiedendogli di cantare "Un senso".

Con la fine dello show di Vasco la piazza perde parte del pubblico dei puri e duri del Blasco, ma sono ancora centinaia di migliaia di giovani quelli che restano per gustarsi le raffinatissime esibizioni di Paola Turci e Paolo Fresu, Robben Ford e Marina Rei.
E con Edoardo Bennato il pubblico si scatena i nuovo in canti e balli, fino agli elettronici saluti finali affidati a Casinò Royale e Asian Dub Foundation.

Una giornata straordinaria si è conclusa, di divertimento e canti, di gioia di stare insieme, uniti nella fede per Vasco (molti) e nell'amore incondizionato per i messaggi sonori e lirici che la musica sa trasmettere.
Messaggi che, in occasione del Primo Maggio, sono stati legati a doppio filo al tema voluto dai sindacati, le morti sul lavoro, e alla solidarietà per la terra d'Abruzzo.
TUTTE LE FOTO DEL CONCERTO
A CURA DI ROSY ROMANO


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