Ear - Asfodeli da conservare (Recensione)
A metà strada tra l'indie-pop e l'indie-folk di matrice anglosassone ma totalmente italiani (e "indipendenti" dall'esterofilia a tutti i costi) nelle liriche e nelle atmosfere musicali.
Questa la definizione più sintetica che ci sentiamo di trovare per "Asfodeli da Conservare", secondo album dei faentini Ear.
Trio composto da Cristiano Sapori (voce e chitarra), Andrea Barlotti (chitarra e cori) ed Eulalia Grillo (violino), gli Ear hanno confezionato un disco gradevolissimo all'ascolto, con liriche sempre curate e arrangiamenti capaci di trasmettere, grazie anche all'uso abbondante di percussioni, una vivacità non comune per un album sostanzialmente acustico.
Capaci di non cadere nella facile immedesimazione totale con un solo genere musicale, gli Ear ancora non riescono a emanciparsi del tutto dal seppure ampio spettro di modelli a cui si rifanno più o meno apertamente.
Nessun plagio o scopiazzatura, per carità, perché è evidente che l'ispirazione nei testi e nelle musiche è del tutto originale e personale, semplicemente una sensazione di "qualcosa in più" che manca per essere del tutto certi che il piacere dell'ascolto delle undici tracce non sia anche dovuto al "già sentito da qualche parte".
Però la prova discografica della band merita un "7 convinto" come voto finale, e un incoraggiamento a continuare sulla buona strada che hanno intrapreso.



Commenti
(0)
Aggiorna i commenti
Feed RSS dei commenti