Intervista a Paolo Benvegnù
Prendete Paolo Benvegnù e la sua band, metteteli in un ristorante romano, dategli un paio di chitarre acustiche un contrabbasso una batteria e due computer.
Mescolate il tutto a un canovaccio neanche poi troppo improvvisato che li voleva camerieri per una notte, e otterrete una serata magica di gag surreali e musica innaffiate di vino e accompagnate da cibo a volontà.
Sono stati questi gli ingredienti della folle serata alla quale siamo stati invitati il 22 marzo al "D'oc e d'oil" di Roma, prima tappa della chiusura della "trilogia dei lavori umili" iniziata con Idraulici e Marinai, nella quale i Paolo Benvegnù hanno presentato a stampa e amici della Capitale la loro ultima fatica discografica, l'EP "500".
Evento del quale potete ammirare il reportage fotografico di Federica Agamennoni (www.metapics.it)
E dopo essere stati serviti a tavola da Paolo e dai suoi compagni di musica e goliardate, tra un X Factor improvvisato con i presenti in sala e l'irruzione di un fonico romeno che invocava canzoni tristi, siamo anche riusciti a rubare Paolo Benvegnù ai suoi fans per fargli qualche domanda in camerino sul suo ultimo disco e sull'imminente liveCAST tour promozionale che ospiteremo dal 10 al 16 aprile qui su MusicZone.
Riusciti incredibilmente, intervistatore e intervistato, a tornare seri per qualche minuto, smessi i panni del maître ecco cosa Paolo ci ha detto.
Tra gli artisti italiani non sei notoriamente uno dei più prolifici, e ogni tua uscita discografica corrisponde a una ben precisa tappa della tua vita personale e musicale.
Con questo tuo ultimo lavoro, l'EP "500", dove sei? E dove stai andando?
Questo EP è servito proprio per andare a chiudere un periodo, e racchiude questi ultimi due, fondamentali, anni della mia vita, nei quali ho smesso di essere mentalmente un ragazzo e sono diventato uomo.
"500" è praticamente la fine dell'educazione sentimentale di Paolo Benvegnù: ora sono educato, sono pronto per qualsiasi cosa.
E, arrivato a questo punto, penso proprio che il prossimo appuntamento discografico non sarà lontano, perchè ho molte cose da dire: ho imparato a stupirmi per ogni cosa, a raccontare i piccoli dettagli delle mie emozioni.
Semplicemente ho imparato a vivere, perciò il prossimo disco sarà scritto da un uomo che vive, da un vivente finalmente, e non da un non vivente.
Noi di MusicZone tra pochi giorni ospiteremo una tappa del tuo liveCAST tour. Quella dei tour virtuali è un'esperienza nuova e innovativa nel modo di fruire e promuovere la musica.
La prima cosa che ti vogliamo chiedere è: ti sei divertito a registrare uno show-seriale per il web?
E poi, quale pensi che possa essere il valore aggiunto di un prodotto pensato esclusivamente per internet?
Ci siamo molto divertiti, senza dubbio, ma è stata anche l'occasione per provare: noi siamo fondamentalmente un gruppo di improvvisatori, lo stesso EP è stato registrato senza che avessimo prima suonato i pezzi insieme, e presentarlo in questo modo al pubblico ci è piaciuto molto, direi quasi più dei live normali.
Paradossalmente questo formato diventa quasi un sostituto di quel servizio pubblico di tanti anni fa, quando, in occasione di uscite di album importanti come quelli di un Piero Ciampi o di un De Gregori, c'erano dei servizi speciali della RAI che presentavano il disco.
Secondo me il liveCAST va oggi a colmare il vuoto di questo genere di servizio pubblico delle televisioni generaliste e non.
Inoltre un format del genere può dare la possibilità alle più varie realtà musicali, che per motivi di budget o di commercialità non avrebbero altri mezzi, di presentare la propria musica ai tanti.
Dobbiamo quindi ringraziare Michele Faggi di Indie-Eye, che è una persona incredibile e ci ha aiutati tantissimo, di aver reso possibile questa esperienza.
A me inoltre piace molto suonare senza pubblico, come avvenuto per il liveCAST, perchè contrariamente a quanto possa sembrare sono molto schivo, e aldilà della presenza del pubblico, per me i concerti sono riusciti quando le canzoni fanno le canzoni e i Paolo Benvegnù le suonano con tutta la gioia del mondo.
Così è stato, ci siamo divertiti ed è stato bello.
Sempre a proposito del liveCAST tour: su MusicZone ospiteremo il video del brano "75 Giorni".
Ti andrebbe di parlarci di questa canzone presentandola ai nostri lettori?
Ti raccontavo prima della fine dell'educazione sentimentale: "75 Giorni" parla del fatto che non esiste secondo me un amore stabile, saldo e franco che non abbia a che vedere con la possibilità che tutto possa essere possibile.
Gli amori riescono ad avere un senso quando la persona con cui stai ti dà l'impressione che tutto sia magico.
In "75 Giorni" c'è questa idea: c'è un gioco sui contrari, il quanto bisogna non sapere per sapere e viceversa, e poi "lo sciogliersi, il camminare, il vivere, fare un corteo verso il sole".
Adesso vorremmo fare un excursus sulla raccolta curata da Manuel Agnelli e dagli Afterhous "Il paese è reale", nel quale è contenuto il tuo pezzo "Io e il mio amore".
Che cosa hai voluto donare di tuo con questo brano a quel "paese reale" che trova forza e ispirazione nella musica indipendente italiana?
Quello de "Il paese è reale" è un progetto grandissimo, e siamo felicissimi che Manuel abbia voluto un brano dei Paolo Benvegnù in un disco così importante.
Quando Manuel Agnelli mi ha chiamato "Io e il mio amore" era già pronto, ma avevamo deciso di non inserirlo nell'EP per lasciarlo maturare un attimo, utilizzandolo magari come pietra angolare del disco successivo, ma a quel punto abbiamo deciso di utilizzarlo per "Il paese è reale".
Donarlo alla compilation ha significato per noi dare "un po' di coraggio".
Perchè in tanti sopravvivono alla loro vita, concetto alla base del pezzo, ed è terribile.
Noi vogliamo essere degli "avvisatori", far riconoscere i problemi e dare qualcosa, un briciolo della nostra verità, che però in un paese di vigliacchi è un briciolo di verità coraggiosa.
La tua agenda è al momento molto piena, tra il tour "Proiettili Buoni" con Marco Parente e le altre date in giro per l'Italia, avete però pensato a una serie di live ad hoc per promuovere "500"?
L'idea è di fare quest'estate delle date più specifiche per far ascoltare al pubblico i brani accompagnati da una sessione di fiati, come nel disco, facendo un concerto più completo.
Di sicuro inoltre continuerà in qualche modo il progetto "Proiettili Buoni", perchè ci sono delle belle idee al riguardo.
Però più di tutto attendo l'autunno, quando finiranno le produzioni che sto seguendo, per poter staccare e ricominciare a scrivere il disco nuovo, che è quello che più sento dentro.


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